George & Mildred

Abbiamo deciso di raccontarvi una storia che per i volontari dell’Oasi ha un significato particolare. In parte  è la risposta  a chi si chiede quale sia il guadagno nel fare volontariato  e vuole essere lo stimolo a chi vorrebbe provare ma  si  frena pensando siano troppi i sacrifici e rimanda sempre a un domani. Volontariato  significa anche crescita, condivisione, socializzazione e soprattutto significa donare.
Donare, a noi stessi e a quegli esserini che andiamo ad aiutare, qualcosa dal valore inestimabile.

 George e Mildred una Piccola Grande Conquista

Ogni gatto che arriva in Oasi è un gatto bisognoso, ogni gatto che accogliamo ha una triste storia alle spalle.

Da noi sbarcano mici abbandonati, persi, feriti, rinunce di proprietà, cuccioli trovati dentro ad un sacchetto o nel cassone dei rifiuti. Ma ci sono storie, come quella che abbiamo scelto di raccontarvi, che più di altre arrivano dirette al cuore e mai più lo lasceranno.

Oltre agli innumerevoli casi  di gatti in difficoltà del nostro territorio, quando possiamo, come associazione,  diamo una mano a quei volontari che,  spesso si ritrovano a dover affrontare, da soli, senza alcun aiuto istituzionale, senza la minima solidarietà, casi davvero disperati.

Grazie a  questi angeli, venimmo a conoscenza di un posto infernale, al sud, in cui viveva una colonia di gatti in condizioni allucinanti. In questo luogo dimenticato da Dio,  non c’erano solo gatti ma anche cani, topi,  vivi  e morti. Nel Gattile degli Orrori, sopravvivevano tante povere creature a cui si negava la dignità che ogni essere vivente ha il diritto di avere.  I volontari del posto  nonostante la tragica situazione non si persero d’animo e iniziarono una impegnativa opera di recupero. Furono salvati più di 100 gatti, di cui molti, grazie alle staffette gestite dai volontari,  arrivarono via terra e via mare, dentro tanti  trasportini, in vari gattili d’Italia. L’Oasi felina di Pianoro diede  il consenso ad accoglierne alcuni.  Fu così che conoscemmo George & Mildred.

Oltre alle terribili condizioni fisiche in cui arrivarono, ciò che straziava maggiormente era lo sguardo smarrito, terrorizzato. Furono trovati insieme,  forse erano fratello e sorella, forse erano mamma e figlio, certo era che l’uno fosse l’unico riferimento dell’altro; vivevano nascosti nell’intercapedine di un muro, non si muovevano da lì. Non sapevano niente della vita che si meriterebbe un gatto. Non sapevano niente della vita.

Li mettemmo  provvisoriamente nella casina detta dell’ Isolamento. Non si facevano avvicinare,  stavano nascosti, non mangiavano in nostra presenza e ad ogni minimo rumore sobbalzavano.  Erano magrissimi e quel poco  pelo che ancora resisteva era brutto, ruvido, di un colore indefinibile. Riuscimmo ad intravedere la pelle cosparsa da tanti piccoli cerchi, simili a bruciature di sigaretta,  i veterinari ci spiegarono  che si trattava di una reazione a ciò con cui si erano nutriti fino a quel momento. Ci  vollero  più di 6 mesi per educarli al cibo vero. Si resero  necessari molti mesi di riabilitazione, in cui  li lasciammo  sempre insieme, nella casetta dell’Isolamento. Piano, piano si ripresero , cominciarono  a  farsi profonde dormite, ad essere curiosi e a mangiare di gusto.

Man mano che il tempo passava, notammo che lo sguardo smarrito e terrorizzato lasciava spazio a fugaci sbirciatine. Fu troppo bello  quando li  sorprendemmo incuriositi nei nostri confronti, quando ci accorgemmo che ci spiavano, anche se non volevano essere scoperti…
Noi non fummo affrettati, demmo a George e a Mildred tutto il tempo necessario, aspettammo che fossero  loro a farci capire quando la prima casina che li aveva accolti sarebbe divenuta stretta.
Dopo circa un anno dall’arrivo in Oasi  prendemmo la decisione di farli uscire dal rifugio provvisorio per metterli insieme ad altri gatti nel settore 7 vite (dedicato ai gatti FIV e FELV di cui, naturalmente, anche loro facevano parte).
Si ambientarono subito.
Fecero amicizia con gli altri inquilini felini e, con i due coniglietti  si instaurò addirittura un rapporto speciale.
Mildred trascorreva giornate intere insieme al coniglietto Raimondo e George con Sandra, erano davvero buffi e tanto dolci e per noi fu un periodo magico quello che trascorsero in Area 7 vite. Da poveri reietti, George e Mildred diventarono due bei gattoni sereni e socievoli.

Ora, purtroppo,  non li avvisteremo più sul tetto dell’infermeria dove amavano farsi baciare dal sole.
Non saranno  più nella veranda o dentro alla casina delle 7 vite in attesa della pappa.
Mildred, dopo scarso un anno dall’entrata in questa Area, purtroppo, ci ha lasciati e George l’ha raggiunta qualche mese fa.

Questo ci rattrista e però  ci consola  sapere di aver regalato loro quasi 3 anni di serenità e averli visti vivere come meritavano.
Riuscire a donare la voglia di vivere a questi esseri innocenti e bisognosi,  non ha prezzo e questo miracolo è accaduto perché alcune persone hanno fatto in modo che si realizzasse quello che sembrava un sogno impossibile. La metamorfosi di George e Mildred, come del resto quella di ognuno dei nostri a- mici sfortunati, è  la vera ricompensa per noi volontari.
Ci riempie il cuore sapere che l’Oasi Felina di Pianoro per i nostri George & Mildred  sarà il più bello dei ricordi  anche da lassù dove ci seguiranno per sempre.

3 thoughts on “George & Mildred”

  1. Ero in quel gruppo di Napoli che cercò di dare speranza al gattile degli orrori… La mia avventura di volontaria era iniziata da poco… Prosegue oggi con un piccolo rifugio casetta scugnizza… Grazie per quanto avete fatto e fate per noi…

    1. Grazie a te Maria Rosaria e a tutti i volontari che non demordono mai, neppure in situazioni apparentemente impossibili!

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