La prima volta di Lorenzo in Oasi

La prima volta in Oasi

Chi ci segue sa già che le attività della nostra Associazione di volontariato, non si sono  fermate neppure durante la prima fase di quarantena imposta dall’emergenza Covid 19. 
In questo  periodo però qualcosa è cambiato, non siamo andati in turno di corsa, prima o dopo il lavoro, fra un’emergenza e l’altra. Il tempo si è dilatato, siamo riusciti a fermarci un attimo e a fare tutto con più calma e tranquillità.

L’idea di raccontare il nostro esordio come volontari è nata durante una di queste sere di apparente quiete, per gioco, nel gruppo social dell’ Associazione, utilizzato per informazioni pratiche e di coordinamento interno per i turni, gli eventi e per ogni iniziativa che mettiamo in campo, che, prima di essere realizzata, necessita di pianificazioni alquanto dettagliate.

Sollecitati da Patrizia,  che ha approfittato non per caso,  del momento particolare,  per coinvolgerci anche emotivamente, tirando fuori dal cilindro magico sempre mille idee da realizzare (e non la ferma certo il Coronavirus), è partito tutto così:
“Facciamo un gioco? Vi va di raccontare la vostra prima volta?”
Ognuno di noi è tornato così al  giorno in cui è diventato  volontario per un’associazione animalista. Nello specifico la prima volta all’Oasi Felina di Pianoro.

E’  stata per noi l’ occasione, che ha permesso di soffermarci sul lavoro svolto durante questi anni  e anche per renderci conto dei cambiamenti, sia strutturali  che  nel modo stesso di operare e…per farci tante risate.

Rispetto a 10 anni fa, è evidente che  in materia di animali d’affezione, si siano raggiunti diversi obiettivi, dovuti alla sensibilizzazione, all’ informazione, alle campagne per la sterilizzazione e contro l’abbandono degli animali.
Ma ugualmente c’è sempre molto da fare.
Proprio dove e quando meno  te lo aspetti, viene richiesto il nostro intervento urgente. Ciò significa che non si deve mai abbassare la guardia, perché purtroppo sono ancora troppi i casi di maltrattamento, incuria e abbandono, sull’intero territorio nazionale.

Qui di seguito troverete il racconto di alcuni di noi, sul perché e sul come abbiamo iniziato e, vedrete, che per ognuno è stato diverso.
Le motivazioni sono tante, anche se la prerogativa  fondamentale è, senza alcun dubbio, per tutti indistintamente, l’amore spassionato per gli animali e il rispetto per la natura.
Ciò  che possiamo dirvi è che, seppure le ragioni che ci hanno fatto intraprendere la strada del volontariato, siano le più svariate, una volta iniziato, a tutti noi, è successa la stessa cosa: non si riesce più a smettere!

Donare è più bello che ricevere e, dopo aver avuto modo di salvare una vita a rischio, è talmente grande la gioia e l’emozione che, lo scopo, diventa quello di salvarne sempre di più.

Sperando che  le nostre testimonianze possano servire come stimolo ulteriore per prendere la decisione tanto meditata, vi lasciamo alla lettura delle nostre esperienze, arricchita da ritratti di repertorio.


Antonio 
Antonio e OmarConvivevo con una ragazza che insistentemente chiedeva di poter  lavorare in un gattile, temevo fortemente che mi facesse fare una figuraccia con qualcuno che conoscevo e quindi chiesi a Patrizia (che conoscevo solo su Facebook) se la potevo portare a fare una prova, in modo che scoprendo che non si accarezzavano gatti, ma si spalavano cacche, avrebbe smesso di rompere, avevo previsto poi nel caso le piacesse davvero di contattare un gattile vicino casa, perchè Pianoro era davvero scomodo.
Andammo e conobbi Patrizia per la prima volta di persona, ricordo ancora che aveva il camice bianco e calzava dei sandali che trovai bellissimi. A me l’Oasi non fece impazzire per niente, era pulita e curata ma era tutto sgarrupato, in quel posto la manutenzione non era di casa, si sentiva enormemente la mancanza di un bravo ciappinaro.
Ecco, questa parte mi piaceva tanto, cominciai così a dedicarmi a lavori di manutenzione, a sperimentare cose nuove (ho fatto cose in Oasi che voi umani….), col tempo la ragazza che avevo portato,  come previsto, smise di venire, ma io invece rimasi intrappolato. Se confronto l’Oasi che ho visto il primo giorno e quella che è oggi, sembra che sia stata rasa al suolo e ricostruita nuova, credo non ci sia rimasto nulla dell’Oasi di allora.
Di sicuro l’Oasi è diventata una parte importante della mia vita, e contemporaneamente è accaduta la stessa cosa con l’amicizia che mi lega a Patrizia, con cui litigo ferocemente un giorno sì e l’altro pure, ma che ammiro e stimo come con nessun altro mi è capitato.


Patrizia
Arrivai in Oasi tanti anni fa quasi per caso. Vivevo a Pianoro ormai daPatrizia alcuni anni e i miei due mici che mi avevano accompagnato da Bologna, uno alla volta, morirono di vecchiaia.
Ero intenzionata ad adottarne un altro e fu così che mi venne indicato di recarmi all’Oasi, di cui fino ad allora, pur abitando a Pianoro, ne ignoravo l’esistenza. Lucrezia, sempre al mio seguito, in queste ‘avventure’ animalare, aveva circa 10 anni, parliamo di circa 15 anni fa.
Arrivate in Oasi, ci accolse una Signora sorridente e molto gentile, la Franca, la Responsabile. Fummo subito  affascinate da quel posto. Tanti mici, tutto molto tranquillo e una persona cordiale che ci illustrò tutto.
Quel giorno tornammo a casa con Chanel, Lucrezia l’aveva vista così messa male e bruttina, che l’aveva scelta perché il suo fratellino, Ricky, lo ricordate? Era talmente bello che secondo lei aveva più opportunità di trovare una famiglia. Purtroppo così non fu…Da allora non ho mai lasciato l’Oasi e la mia prole felina è aumentata notevolmente.


Graziella
Il mio primo contatto con l’Oasi è stato telefonico, nel 2014.
Mi ha risposto una signora gentilissima, Patty, mi ha dato consigli, mi ha Graziellaaiutato, prestandomi una gabbia trappola per catturare una colonia di mici vicino a casa. Mi ha aiutata in seguito con una micia catturata in avanzato stato di gravidanza, mi ha dato la possibilità di metterla in Oasi. Le chiesi come potevo sdebitarmi e Patty mi rispose: “Facendo volontariato.”
Non finirò mai di ringraziare per questa bellissima opportunità, poter dedicare il mio tempo a gatti o cani.


Daniela
Conosco Patrizia da tanti, tanti anni. Ho sempre amato i gatti e sofferto Danielaper loro, perchè da piccola i miei genitori non li volevano in casa e morivano tutti. Abitavo tra la strada e la ferrovia. Quando sono uscita di casa, ho finalmente preso il mio primo gatto tramite Patrizia…Minou…il primo grande vero Amore, ben 27 anni fa! Otto anni fa, desideravo un altro gatto nero e, tramite un’amica volontaria, venni in Oasi, ignoravo che Patrizia ne facesse parte, e così portai a casa Sally.
Trovai l’Oasi bellissima, curatissima, ammiravo tutti quei volontari, dopo altri 2 anni presi Fred e, titubante perché non mi sentivo all’altezza dei volontari, ma spronata con dolcezza e gentilezza da Patrizia, entrai timidamente a far parte, come potevo, di questo grande e meraviglioso gruppo!


Melania

Melania
Contattai Patrizia tramite la pagina Facebook nel 2013, per sapere se le interessava che producessi dei gioielli a tema gatti, donando il ricavato all’ Associazione. Fui molto stupita perché mi rispose immediatamente e mi invitò ad andare in Oasi  quel pomeriggio stesso per conoscerci. 


Michele
Ho sempre adorato gli animali, i miei primi gatti li presi dal canile delle Ganzole. Un giorno di 4 anni fa vidi dei gatti nel cantiere di fronte a un Centro Commerciale e iniziai a dar loro da mangiare, Michelepoi mi venne in mente il canile (non conoscevo la realtà dell’Oasi), chiamai per avvisare di queste creature … mi diedero un numero e dissero: chiedi di Patrizia!!!
Così feci.

“Riesci ad avvicinarli…a prenderli?”
“ Oddio, ci posso provare…”
Beh, i primi gatti che ho recuperato in stato di incuria e abbandono, sono proprio loro, presi con le mani e messi in macchina dal finestrino per paura che scappassero!
Li “appoggiai”  in casa da mia madre e Patrizia li passò a prendere.  Chiesi se potessi aiutare in qualche modo, così arrivai in Oasi, una realtà a me sconosciuta. Un ambiente meraviglioso, persone splendide, capaci, organizzate, un vero paradiso !
Una bella fortuna aver incontrato questo gruppo e questa realtà. Grazie a tutti!


Marisa 
Ancora quando lavoravo, sapevo dell’esistenza dell’Oasi perché faceva volontariato la sorella di un mio collega. Non sapevo però che Franca fosse la responsabile di allora.  

MarisaNell’aprile del 2010,  sono rimasta vedova e, solo dopo 3 settimane è morta la mia Chicca, dopo 18 anni di vero amore.
Non volevo più gatti.
È passato il tempo e quando la incontravo, Franca mi chiedeva sempre se me la sentivo di diventare volontaria. Sentivo la mancanza di un micio, ma non volevo prenderlo e fu così che mi decisi di andare in Oasi, dicendomi che, anche se non miei, ne avrei avuti tanti. È stato nell’estate del 2011.
Di mici ne ho visti tanti, ho sofferto per la loro morte, gioito per le adozioni e sono diventata sempre più sensibile nei confronti di tutti gli animali. Oggi, sono ancora qua, assieme a questo splendido gruppo.
A proposito, il gatto mio ce  l’ho. Un trovatello recuperato da mio figlio, una sera durante un forte temporale. Il mio compagno.


Laura
Io credo di essere proprio l’ultima arrivata all’Oasi, esattamente un anno fa, per merito di mia figlia che stava cercando un gattile dove poter fare volontariato. Il primo contatto è stato con Patrizia, al telefono, mi spiegò che fare volontariato in un gattile non significava solo fare le coccole ai gatti anzi…
Comunque sia, andammo per una visita guidata, dove Melania ci mostrò l’Oasi. Qualche settimana dopo, mia figlia iniziò (sotto la guida di Graziella) ed io, che la dovevo accompagnare, mi fermavo per aiutare. Mi sono subito affezionata alle persone e ai nostri gattoni e adesso non potrei fare a meno di loro.
La prima impressione dell’Oasi è stata molto positiva, un ambiente curato, pulito e a misura di gatto. Ho in parte realizzato il mio sogno di bambina e cioè salvare e curare i gatti che all’epoca portavo nel giardino di casa nostra. Ricordo ancora la faccia disperata di mia mamma, ogni volta che arrivavo con un nuovo micio…Avrei anche voluto fare la veterinaria, ma la semplice vista di una siringa mi terrorizza quindi mi accontento di curarli con pillole e goccioline!


Nico
Mi sembra fosse il 2012, l’anno in cui, grazie al consiglio di una collega della Fiera, mi avviai, con alcuni sacchi di croccantini, raccolti durante un evento, verso l’Oasi, gestita da un suo caro amico, che poi scoprii essere Antonio. Rimasi subito incantata nel vedere tutti i trasportini, gli straccetti stesi, mi faceva tanta tenerezza la casa dei gatti e, quando salutai, me ne andai con l’idea, in qualche modo, di tornare. Nico
Alcuni mesi dopo, primavera/estate 2013, tramite mia sorella, si seppe che all’Oasi Felina di Pianoro, si stava cercando un buono stallo per Jenny, una micina che ne aveva passate davvero tante, che doveva fare terapie specifiche. Mia mamma si offrì. Jenny rimase da lei per sempre. A quel punto mi proposi come volontaria per dare una mano nei periodi estivi. Così a giugno del 2013 iniziai. E sono ancora qui, orgogliosa di far parte di questo splendido gruppo!


Angela
AngelaSeguivo il profilo dell’Oasi su Fb con il profilo di mio marito, vedevo tante foto di Agnese con Marley, Raimondo e Sandra e tutti i gatti. Seguivo ogni giorno i vostri post. A settembre era stata fatta richiesta per pappe kitten. Un sabato pomeriggio, venni in Oasi con mia figlia a portarle, Graziella ci accolse, mia figlia si innamorò di Speedy, io presi due quaderni e un calendario e Graziella mi chiese dove abitavo. Partì tutto da lì, contattai Patty e poi il resto lo sapete… Sono contenta di essere parte dell’Oasi !


Agnese
Ho conosciuto l’Oasi tramite la vincita al concorso fotografico con cui ho Agnesepartecipato con la mia Stellina. Portavo sempre le pappe quando c’era in turno Graziella. Poi ho iniziato a portare fuori Marley. L’ho sempre amato quel gigante buono, biondo, più grande e alto di me. Si faceva fare di tutto. Graziella mi diceva insistentemente: “Vieni a far volontariato” e io le rispondevo puntualmente: “Sono allergica ai gatti come faccio?” Non so quale sia stata la scintilla, ma Graziella  mi ha intrappolato. L’allergia, a forza di stare in mezzo a tanti felini, é passata!


Nilde
Volevo dedicare un pò del mio tempo di pensionata al volontariato, amando molto i gatti, mi sono orientata in questa direzione, dopo due tentativi falliti, sono arrivata all’Oasi, tramite il post di un mio ex – collega che illustrava la festa del settembre 2017, incuriosita, sono venuta e in mezzo ad una marea di gente, ho visitato l’Oasi in lungo e largo.
E la prima impressione che ho avuto è stata proprio quella dell’effettivo pensiero, rivolto al benessere totale dei gatti, a differenza degli altri gattili, visti precedentemente. Ho trovato una particolare attenzione alla pulizia in generale, non solo delle lettiere e un’area esterna accogliente. Gentilmente, sono stata indirizzata a Patty e, subito dopo, sono stata accolta da Oscar con un gentil pensiero alle gambe.
Graziella, poi, in seguito, mi ha illustrato tutto ciò che si fa in Oasi, ricordo questa frase: “ … e questa è la Little House, dove ci sono i cuccioli, ricordati di aggiungere sempre crocchini, loro debbono crescere…” era verso la fine di ottobre e i cuccioli erano dei maialini!


Rosa
Il mio inizio in Oasi, coincide con una gran voglia di fare qualcosa in un momento in cui mi sentivo un po’ sola. Contatto la Patty perché seguivo la pagina Fb, fisso un appuntamento, maggio 2015, e resto in Oasi per il mio primo turno. Ricordo bene Occhi d’Oro e Giulia che la veniva ad accudire. Con voi non mi sono mai sentita sola e lontana da casa. Ognuno a suo modo è la mia nuova famiglia e ringrazio tutti per avermi accolta.


Martina Z.
MartinaIo ho conosciuto l’Oasi a fine 2011. Al tempo avevo un piccolo banchetto e portavo oggetti creati da me ai mercatini e alle sagre di paese. Decisi di devolvere una parte del ricavato dei mercatini natalizi in beneficenza all’Oasi Felina. Feci di persona la donazione, andando per la prima volta in Oasi, dove trovai Isabella. Da quel momento ho iniziato ad andare spesso il sabato mattina, un po’ per dare una mano a Isabella durante il turno, un po’ per coccolare i mici e per portare a spasso la cagnolona Wendy e i suoi vari coinquilini che sono stati con noi nel corso degli anni…
Per diverso tempo, finchè mi è stato possibile, ho aiutato anche nell’organizzazione dei banchetti ai mercatini e della pesca. Da qualche annetto non riesco più ad essere attiva con la presenza in Oasi, ma collaboro, diciamo, in smart working…!


Giulia
Ho conosciuto l’Oasi tramite Antonio che era mio vicino di casa. Ho cominciato a frequentarla assiduamente per accudire Occhi d’ Oro, una gatta che io stessa avevo chiesto di far accogliere, andavo lì solo per stare in compagnia dei gatti, non ero una volontaria e nessuno mi ha mai chiesto di diventarlo, ma giorno dopo giorno iniziai a fare delle cose e, ne facevo sempre di più, sino a quando mi resi conto che ero di fatto una volontaria dell’Oasi, senza che nessuno lo avesse mai formalizzato. Da quel momento cominciai ad imparare tante cose, e ancora non ho finito di imparare!


Valentina
Non ricordo l’anno esatto in cui ho iniziato, ma sono trascorsi tantissimi Valentinaanni. C’era ancora la vecchia gestione. Conoscevo una volontaria che mi indirizzò a fare volontariato in Oasi. C’erano già Patrizia e Marisa che furono le prima che conobbi. Da allora non mi sono mai allontanata e le colleghe di lavoro sono anche le stesse amiche con cui organizzo cene e viaggi. In pratica sento di operare in un contesto familiare al quale non saprei rinunciare.


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